Il natale negato. Dove la libertà non c’è

A Sua Immagine racconta la libertà religiosa. Il tema, richiamato nei giorni scorsi dal Papa in difesa delle comunità cristiane perseguitate in Cina e in altri paesi del mondo, sarà al centro della puntata di questa domenica in onda su Raiuno alle 10.30.

Si racconterà la vita dei cristiani nel mondo, avremo modo di conoscere le difficoltà, le limitazioni alla libertà di credo e le persecuzioni a cui sono sottoposti molti cattolici. Si metterà in luce l’importanza della libertà religiosa come via per la pace. Il Pontefice ha affermato: «la libertà religiosa è un’autentica arma della pace, con una missione storica e profetica. Essa infatti valorizza e mette a frutto le più profonde qualità e potenzialità della persona umana, capaci di cambiare e rendere migliore il mondo».

A parlarne in studio con Rosario Carello, numerosi ospiti.

Continua l’appuntamento con la rubrica di A Sua Immagine Diario da Baghdad, una finestra sul mondo dei cristiani in Iraq.

Nel notiziario presentato da Francesca Fialdini gli appuntamenti culturali  e l’attualità della Chiesa italiana.

Il commento all’Angelus di Papa Benedetto XVI in onda alle 12.00 su Raiuno, arriverà direttamente dalla Terra Santa, dalla voce dei cristiani che vivono nella terra di Gesù.

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29 Dic 2010 alle 09.09 Le puntate della domenica

9 Commenti su Il natale negato. Dove la libertà non c’è

  1. Alcune riflessione:
    1. Giovanni Paolo ci ha insegnato a pregare di fronte al male ( avete dimengticato quanto pregava, quanto ci esortava alla preghiera? I suoi raduni non erano folklore come si ostina a dire qualcuno)
    2. Giovanni Paolo II ci invitava incessantemente a rispondere al male con il bene!!!Qu8anto ha seminato…Ora si vedono i frutti nei cristiani martoriati!!
    3. UNa domanda: e se avessimo ascoltato, se i potenti avessero ascoltato allora Giovanni Paolo II? Se gli avessimo dato maggiore credito? Diciamola tutta: lui aveva ragione, ma gridava senza voce solo nel deserto….Lui vedeva lontano…Era un saggio, non un grande teologo, ma un grande saggio santo.
    Grazie
    Paola

  2. Paola il 02 Gen 2011 alle 10.10
  3. Se il cristianesimo è sopravvissuto a sei persecuzioni del primo secolo d.C., significa che i cristiani avevano una fede incrollabile; e la loro fede incrollabile non poteva non essere fondata su fatti storici; cioè sulla certezza che Gesù di Nazaret aveva predetto che sarebbe risorto, era morto crocifisso, poi era apparso a molti parlando con loro e poi era asceso al cielo.

    Tra i motivi delle ultime persecuzioni vi potrebbero essere anche degli interessi economici: la confisca dei consistenti patrimoni gestiti dalle chiese.

    Si avvera quanto detto da Gesù:

    Giov 16,2 verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.
    E’ proprio ciò che i terroristi credono di fare uccidendo altri credenti che però non condividono le loro stesse convinzioni.
    La libertà religiosa è alla base di qualsiasi altra libertà e la sua negazione è un pericolo per ogni convivenza civile.

    Per questo tutti sono interessati a far cessare questa pericolosa situazione.

    Buon anno
    xas barresi

  4. Salvatore Barresi il 02 Gen 2011 alle 10.10
  5. Le persecuzioni, oltre le ragioni diverse che possono avere, si infiltrano anche nelle fessure della nostra fede tiepida o negata, o rinnegata, snobbata e le allargano, la sgretolano. Non vigiliamo su di essa. Proprio noi Europei, che siamo tali perché cristiani, siamo i primi a negare le nostre origini.

  6. anna maria il 02 Gen 2011 alle 11.11
  7. Da sempre ci sono stati di compressione/espansione culturale. La paura ti fa costruire muri, la fiducia ti fa distruggere le barriere.Il detto “occhio per occhio” costringe l’uomo a parpetuare la paura e rendere eterna la contrapposizione azione/reazione che è la causa prima di tutte le malattie. Per uscire da queste malattie croniche ci vuole uno stop, un intervallo che separi le azioni e non parlando più di reazione altrimenti tutto il futuro resta appiccicato al passato.
    Ma è più facile fotocopiare che creare, ed è questa mancanza di creatività che ci porta a ridare vita a cose già morte piuttosto che rischiare di dare vita ad una nuova creatura: la neo-azione piuttosto che la reazione. Il Cristianesimo è nato come una cosa nuova come un messaggio che si voleva trasmettere a qualunque uomo, di qualunque lingua, religione o cultura. Questa energia centrifuga ha portato all’espansione. Ogni cultura si è allargata quando si trovava nella fase creativa. Ogni cultura è morta dopo che aveva esaurito la fase di compressione. Come in Gen.4,7 la soluzione istintiva è sempre pronta e la più facile ma noi siamo chiamati da Dio a dominare tale scelta peccaminosa optando per una soluzione di amore e di speranza per il futuro. Il vero problema non è solo in Egitto, ma in qualunque luogo ci sono sempre due che fanno la stessa cosa,ma uno sarà lasciato (paura) e l’altro sarà preso (la fiducia).

  8. Alberto Brucato il 02 Gen 2011 alle 11.11
  9. Oggi gli stessi Cristiani sminuiscono gli attentati contro le chiese Cristiane che vengono considerati problemi “locali”.
    Grande è l’errore di “slegare” dalla strategia terroristica islamica gli attentati fatti in Nigeria, Filippine, Pakistan, Egitto.

    Questa strategia che “nasconde” talune Nazioni o governi che stanno dietro le guerre irachene e afgane, guerre INTERMINABILI che cosidetti GRUPPI DI PERSONE da SOLI non potrebbero mai condurre contro il mondo.

    Quanto ancora, … quanto ancora prima che i Cristiani e la Chiesa unitamente parlino di AUTODIFESA e di VERA difesa del Cristaianesimo?

  10. Nino il 02 Gen 2011 alle 02.02
  11. Ogni azione violenta è ingiustificabile, ogni sbarramento alla libertà è perdita della libertà da parte di chi lo pone e non c’è pace senza confronto, senza dialogo. Chi non ha conosciuto Cristo, chi non lo ha incontrato non può comprendere la bellezza del cristianesimo, ma in questo tempo forse siamo chiamati a camminare con Cristo sotto la Croce e lo stesso vale per la Chiesa gerarchica: è il tempo del Cireneo, Cristo ha bisogno di noi per portare a termine il progetto di salvezza,a cui tutti siamo chiamati. Uniti tra di noi e con la Chiesa,uniti nella preghiera e nell’azione, ancoràti alla sua croce! Non c’è altra strada per vincere, perché Solo Cristo è il Vincitore.

  12. Ambretta Lala il 02 Gen 2011 alle 04.04
  13. Intervista a Michele Zanzucchi estremamente interessante!
    Con tutta la carità possibile, chiederei al sig. Rosario di
    intervenire un po’ meno e lasciar parlare, senza interrompere
    con troppa frequenza l’intervistato. Chi segue la trasmissione
    preferisce ascoltare l’intervistato piuttosto del conduttore
    (che vede e ascolta tutte le domeniche…) Purtroppo questo
    problema è comune a vari conduttori…
    Scusate la libertà… e buon lavoro.

  14. Delfina Giribaldi il 03 Gen 2011 alle 01.01
  15. Quando finirà questa carneficina, quando l’uomo guarderà all’altro come un fratello, quando si arriverà a capire che il Dio dell’altro è anch’esso un Dio di pace.
    Tutti i Cristiani perseguitati portano con sè una buona parte di Santità, possiamo soltanto ammirare la forza della loro fede perchè noi il segno della Croce lo facciamo soltanto a casa o la domenica in Chiesa, ma sempre lontani da occhi indiscreti.
    Finchè succedono queste cose nel mondo, la felicità dell’uomo, che per essere vera felicità deve essere condivisa, rimarrà soltanto un’utopia.
    Sarebbe ora che tutti i governi dicessero un deciso no a quello che sta succedendo, ma prendiamo per esempio la Cina, un paese che sta diventando sempre più potente a cui tutti i paesi occidentali guardano facendo i propri conti.
    Siamo tornati nel Tempio a mercanteggiare.
    Abbiamo svenduto le nostre radici cristiane per pochi denari.
    Adelio

  16. adelio il 03 Gen 2011 alle 10.10
  17. Gesù ci ha insegnato a pregare Padre nostro … Preghiamo anche noi per chi non sa amare, per chi uccide, per chi nega la prossimo la libertà di professare la propria fede. Andimo incontro al nostro prossimo col ramoscello d’olivo, la palma della pace. Perdoniamo il nostro prossimo alla maniera del protomartire del cristianesimo santo Stefano ” Padre non imputar loro questo peccato. Pace e bene. pTs.

  18. Pasquale il 05 Gen 2011 alle 03.03

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