Vangelo domenica 1 gennaio 2012

Appuntamento con Padre Ermes Ronchi che commenta il Vangelo della domenica
Lc 2,16-21
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
5 Commenti su Vangelo domenica 1 gennaio 2012
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…Chiudo gli occhi e la mia riflessione viene guidata dalle immagini che le parole di questo vangelo evocano, immagini nitide…i pastori che, senza indugio, vanno. Come e quanto contrasta con le lentezze del nostro vivere, tale sollecitudine, la stessa che portò la vergine Maria dalla cugina Elisabetta!…trovarono il bambino adagiato nella mangiatoia…Come e quanto contrasta con l’ idea che noi abbiamo di agio, quest’ altra immagine! E poi arriva quella di Maria che custodisce, con la premura che la definisce, madre, tutti gli eventi che la rendono coprotagonista, con Giuseppe, il suo sposo, di Gesù…Come e quanto contrasta con la nostra smania di conoscenza, con la rumorosa frenesia di sapere tutto e subito,il silenzio contemplativo di Maria, alla quale non interessa sapere se non quel che conta…il disegno di Dio su di lei, disegno a cui aveva affidato il suo si, si andava compiendo, con i tempi di Dio…Per me e tutti i fratelli chiedo a Gesù di donarci la fede necessaria ad…andare senza indugiare, custodire il nostro vivere come via ricca delle orme del Padre, in silenzio, nel mondo ma senza appartenervi, seguire il percorso sicuro già tracciato, per giungere quando Lui vorrà, alla casa del Padre!Gioiosa domenica!
UN SERENO ANNO NUOVO AL MONDO INTERO
Grazie a suor Elena per la testimonianza che ha appena reso nella magnifica trasmissione”Le ragioni della speranza”!Grazie perchè nella babele della solita vigilia di capodanno, la sua voce è entrata in punta di piedi nei nostri cuori, profumandoli di cielo…Grazie!
Vogliate cancellare il commento precedentemente inviato perché sono presenti degli errori. Il testo che segue è quello corretto. Scusate il disturbo.
Mi sono ammalato di una malattia psichica tanti anni fa, la schizofrenia. Oggi sono quasi guarito, per fortuna. Cuore mio, cosa ti ha insegnato la malattia? Ascoltando la religiosa malata di cancro intervistata da padre Ermes Ronchi, mi sono posto la domanda appena formulata. Ho scritto una lettera alla mia stessa malattia. “Cara malattia, se non ho imparato a piangere non ho imparato niente da te, perché ho letto che chi semina nel pianto raccoglierà nella gioia; se non ho imparato a benedire non ho imparato niente, perché ho letto che chi benedice il prossimo sarà benedetto; cara malattia, se non ho imparato a guardare a Gesù sofferente non ho imparato niente, perché ho letto che sono beati quelli che, senza aver visto, crederanno; cara malattia, se non ho imparato il valore della vita non ho imparato niente, perché ho letto che il Signore è Signore dei vivi, non dei morti; cara malattia, se non ho imparato il valore della castità, non ho imparato niente ancora, perché ho letto che Gesù è vissuto castamente”. Ciao a tutti e buon anno 2012!!!!! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.
nel commento al vangelo di domenica 18 Marzo c’era questa frase “L’amore non fa mai paura, e non conosce altra punizione che punire se stesso. ” a me non è molto chiara questa affermazione ..