POST 18 MAGGIO 2012
Lunedì 21 maggio
Gv 16, 29-33
I discepoli hanno la presunzione di aver capito tutto. Poiché Gesù ha aperto loro il suo cuore, rivelando la bellezza della vita col Padre che gli viene offerta, credono di possederla già. Il Signore ancora una volta ha pietà di loro. Non li condanna alla loro arroganza e non lascia che rimangano schiavi del presuntuoso credersi arrivati. Li mette di fronte alla loro debolezza, alla fragilità della loro vita che di lì a poco li farà temere per se stessi e fuggire davanti alla minaccia di essere coinvolti nella passione del loro Maestro. Anche questo è un segno della sua misericordia. Li riporta infatti alla loro dimensione reale perché solo riconoscendo il proprio bisogno potranno accettare l’aiuto che è loro offerto. È questa infatti la pace vera: non il credere di essere esente da ogni problema, ma sapere che il Signore è pronto a soccorrerci in ogni situazione, per quanto grave e miserevole possa essere. E di certo possiamo aver fiducia nel suo potere buono che ha già vinto in modo definitivo ciò che teneva gli uomini e le donne soggiogati, la morte. Essa non è più l’ultima parola, ma è la tribolazione attraverso cui passare per incontrare la Resurrezione alla vita nuova.
Martedì 22 maggio
Gv 17, 1-11
Il Vangelo ci riporta al cenacolo. Prima di uscire Gesù pronuncia una lunga preghiera che sembra concludere il testamento spirituale che consegna ai discepoli. Rivolge gli occhi in alto verso il Padre del cielo. Sino ad ora aveva parlato ai discepoli. È il momento di rivolgersi direttamente a Dio. E inizia con quell’appellativo unico per lui: Padre. Altre due volte aveva usato questo appellativo; prima della risurrezione di Lazzaro e alla presentazione dei due greci. Per lui è giunta l’ora, ossia il momento per cui era venuto sulla terra. E chiede al Padre di «glorificarlo», ossia di portare a compimento ciò per cui lo ha mandato sulla terra. E poi gli presenta quei discepoli che ha scelto, amato e curato, facendoli diventare amici ed eredi dello stesso amore che c’è tra Lui e il Padre. E chiede che li protegga. Gesù sa che il Padre lo ascolta e prega anzitutto per quegli amici. È un invito, affinché alziamo gli occhi da noi stessi, perché dirigiamo la voce, il cuore e i pensieri verso Dio. La preghiera è la risorsa dei deboli e di chi non ha forza, è il grido dei poveri e l’unica speranza dei vinti. Gesù, che tra poco apparirà come vinto dal male, sa che il Padre lo salverà.
Mercoledì 23 maggio
Gv 17, 11-19
Il Signore prega per i suoi discepoli. Pur nell’imminenza del tradimento e della passione non piange su se stesso, ma si commuove per le prove cui vanno incontro i suoi amici più intimi che lo hanno seguito fino a Gerusalemme. Teme per loro, perché sa che le asprezze della vita mettono continuamente in discussione il Vangelo, cercando di farlo apparire come qualcosa di inutile o impossibile da vivere. Sa che la tentazione di camminare per conto proprio renderà deboli quegli uomini appena la violenza omicida lo separerà da loro. Gesù già prevede la loro paura e la loro dispersione subito dopo la sua cattura. Eppure non lascia che vinca la delusione e la disperazione. Prevale il desiderio di preservare quella piccola famiglia, fragile ma allo stesso tempo protetta dalla roccia del fondamento sul quale è nata, e cioè il suo amore per ciascuno di loro, chiamato e scelto personalmente, e ancora protetto dal male. Gesù sa che l’ultima parola non è del maligno che cerca in tutti i modi di dimostrare la sua forza su quella dell’amore. Il Signore è certo che la vittoria definitiva sta nel consacrare la propria vita per loro, cioè nel rifiutare la logica del vivere per salvare se stessi, come gli grideranno in tanti sulla croce, per offrirla per gli altri. È questo che rende quegli uomini così diversi dal mondo e così vicini alla verità, cioè a quell’amore così forte che ha vinto la morte.
Giovedì 24 maggio
Gv 17, 20-26
Nell’ora drammatica che precede la sua passione, il pensiero di Gesù va oltre la propria situazione e si allarga fino a comprendere coloro che in ogni tempo crederanno al Vangelo. Le mura del cenacolo in cui si trova con i dodici sembrano cadere e agli occhi di Gesù si presenta una numerosa schiera di uomini e di donne provenienti da ogni parte della terra, in cerca di consolazione e di pace. Gesù prega per questo vasto popolo e chiede al Padre che «siano perfetti nell’unità». Sa bene che lo spirito della divisione li distruggerebbe. Chiede perciò l’impossibile: che tutti abbiano la stessa unità che esiste tra lui e il Padre. L’amore esagerato di Gesù chiede l’impossibile, perché sa che il Padre, come lui, ama senza limite gli uomini. Nel dolore di quell’ora estrema sente la responsabilità del tanto che resta ancora da fare: tanti uomini e donne ancora da raggiungere, tanti bisogni a cui si deve ancora rispondere. Per questo vuole proteggere i suoi discepoli e unirli alla propria vocazione: loro continueranno il lavoro per il quale è stato mandato dal Padre.
Venerdì 25 maggio
Gv 21, 15-19
Gesù interroga Pietro sull’amore. Sa che ciò che lo terrà legato a lui per sempre infatti non potrà essere il senso del dovere o la forza di volontà, ma solo il desiderio di ricambiare col suo affetto l’amore sconfinato ricevuto. Il Signore lo interroga tre volte di seguito, come a dire che è la domanda essenziale, che bisogna porsi sempre, ogni giorno. È questa infatti la domanda di fondo che come riassume ogni Parola pronunciata da Dio: «Mi ami tu?». La risposta di Pietro è dapprima orgogliosa, addolorata che il Signore non si fidi della sua parola. Ma poi l’insistenza del Maestro vince la sua resistenza e mette a nudo la sua debolezza, facendogli sentire forte il bisogno di affidarsi, ancora una volta, a lui per imparare cosa vuol dire veramente voler bene. Le parole che seguono sono come uno squarcio sul futuro di Pietro. Quell’uomo troverà finalmente la sua solidità, che credeva di possedere già nella sua forza d’animo, nell’affidarsi totalmente al Signore, nel lasciarsi guidare da lui per giungere lì dove neanche immaginava. Così si realizza la profezia di un pescatore che riuscirà ad attirare con le reti del Vangelo folle di uomini al Signore.
Sabato 26 maggio
Gv 21, 20-25
Gli apostoli che avevano abbandonato le loro reti per diventare pescatori di uomini (Lc 5,10), tornano a essere pescatori di pesci. E ora, quando Gesù appare, senza che lo riconoscano, si ripete la scena dell’inizio. Anche questa volta hanno pescato invano per tutta la notte. È l’esperienza di un lavoro senza frutti, l’esperienza di pensieri, di preoccupazioni e di agitazioni che non approdano a nulla. Senza la luce del Vangelo è difficile operare e dare frutti. Ma con Gesù che si avvicina, sorge l’alba di un nuovo giorno. È il risorto, ma non se ne sono accorti, non l’hanno riconosciuto. Sebbene stanchi e, comprensibilmente, sfiduciati gli danno tuttavia retta e gettano le reti dall’altra parte. E la pesca è abbondante, oltre ogni misura. E Gesù continua a mangiare con i discepoli come faceva prima di morire. Ma c’è un accento particolare. Gesù prende Pietro in disparte e gli chiede: «Mi ami tu più di costoro?». Non lo rimprovera del tradimento, desidera sapere se l’ama ancora. Non è tanto questione di purificare la memoria, quanto di rinnovare l’amore. Quel che Gesù vuole è che il sentimento di colpa non inaridisca l’amore. Per questo non glielo chiede una volta sola, ma tre volte. E per tre volte, dopo la risposta affermativa dell’amore, Gesù affida a Pietro l’incarico della cura del suo gregge. L’unica forza, l’unica energia che ci sostiene è l’amore per il Signore. E chi ama Dio ama e serve i fratelli.
FAMILY 2012. SENZA FAMIGLIA NON C’È SOCIETÀ
Un primo risultato emerso dalla ricerca è che la famiglia costituita da padre madre e figli è una risorsa per la società, perché spazio in cui si apprendono e coltivano valori pro sociali. In tutti i paesi in cui è stata condotta l’indagine la famiglia è considerata come riferimento principale per la cura e l’educazione dei figli e la principale fonte delle relazioni di fiducia e di solidarietà per risolvere i problemi che possono capitare nella vita. Nella ricerca italiana si nota che la famiglia con due o più figli gode di un miglior clima relazionale ma ha meno risorse economiche dei single o delle famiglie senza figli e di fatto non è considerata dalla società una risorsa. Dai risultati emerge che il matrimonio svolge un ruolo fondamentale per la coesione sociale: i coniugati hanno per esempio il punteggio più alto nell’aiutare gli estranei a risolvere i loro problemi e in tutte le altre forme di cura che riguardino bambini e anziani.
Gli spagnoli considerano la famiglia una risorsa base della società perché «trasmette ai suoi componenti rare subito un piano nazionale di lotta alla povertà minorile», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. Le misure proposte si fondano su quattro pilastri: interventi per le famiglie in condizioni disagiate, servizi per il sostegno della genitorialità, misure a favore del lavoro femminile e per promuovere la conciliazione fra lavoro e famiglia e infine la previsione di una valutazione di impatto sull’infanzia di ogni nuovo provvedimento legislativo. attitudini, comportamenti e aspirazioni che rendono possibile la coesistenza sociale e politica». Anche in Brasile sono alte le percentuali relative alla capacità attribuite alla famiglia di contributo allo sviluppo della società e nella trasmissione di valori come onestà, rispetto della legge, fiducia e accoglienza, capacità di aiuto e spirito di sacrificio. In Messico il 50,8% degli intervistati la considera anche il principale spazio di socializzazione politica e infine la più importante fonte di soccorso dei giovani per tutti i problemi della vita.
46ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
Domenica si celebra la 46ªGiornata mondiale delle comunicazioni sociali dedicata al tema «Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione». Ed è proprio il rapporto tra silenzio e parola al centro del Messaggio del Santo Padre diffuso lo scorso 24 gennaio in occasione della memoria liturgica di san Francesco di Sales. Scrive Benedetto XVI: «Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto». «Educarsi alla comunicazione – continua il Santo Padre – vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare, oltre che a parlare, e questo è particolarmente importante per gli agenti dell’evangelizzazione: silenzio e parola sono entrambi elementi essenziali e integranti dell’agire comunicativo della Chiesa, per un rinnovato annuncio di Cristo nel mondo contemporaneo». In questi mesi in tutte le diocesi si sono svolti incontri e dialoghi, partiti proprio dall’analisi delle parole del Papa, a testimonianza dell’attenzione che le Chiese locali dedicano alla sfida della comunicazione.
In occasione della 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, presiederà la messa nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, a Roma. La celebrazione sarà trasmessa su RaiUno.
IN ITALIA UN BAMBINO SU QUATTRO E’ POVERO
Un bambino su quattro in Italia è a rischio povertà. Una situazione che non è figlia soltanto della crisi che stiamo vivendo ma parte da lontano.
A rivelarlo è Save the Children, che in occasione del lancio della sua campagna Ricordiamoci dell’infanzia rende noto il nuovo dossier Il paese di Pollicino. Lo studio rivela un triste primato del nostro Paese: l’Italia, infatti, è agli ultimi posti in Europa per finanziamenti a favore di famiglie, infanzia e maternità con l’1,3% del Pil contro il 2,2% della media Ue. Chi sono i bambini poveri? I minori con un solo genitore sono i più disagiati, quasi uno su tre è povero. Poi i bimbi delle famiglie numerose, a seguire i figli delle coppie giovani. Colpa principale? Assenza o precarietà nel lavoro dei genitori. Nella classifica, a seguire, ci sono i figli delle famiglie del sud Italia e in coda ci sono quelli degli immigrati. «La prima cosa da fare per arrestare questo trend pericolosissimo è Un bambino su quattro in Italia è a rischio povertà. Una situazione che non è figlia soltanto della crisi che stiamo vivendo ma parte da lontano. A rivelarlo è Save the Children, che in occasione del lancio della sua campagna Ricordiamoci dell’infanzia rende noto il nuovo dossier Il paese di Pollicino. Lo studio rivela un triste primato del nostro Paese: l’Italia, infatti, è agli ultimi posti in Europa per finanziamenti a favore di famiglie, infanzia e maternità con l’1,3% del Pil contro il 2,2% della media Ue. Chi sono i bambini poveri? I minori con un solo genitore sono i più disagiati, quasi uno su tre è povero. Poi i bimbi delle famiglie numerose, a seguire i figli delle coppie giovani. Colpa principale? Assenza o precarietà nel lavoro dei genitori. Nella classifica, a seguire, ci sono i figli delle famiglie del sud Italia e in coda ci sono quelli degli immigrati. «La prima cosa da fare per arrestare questo trend pericolosissimo è varare subito un piano nazionale di lotta alla povertà minorile», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. Le misure proposte si fondano su quattro pilastri: interventi per le famiglie in condizioni disagiate, servizi per il sostegno della genitorialità, misure a favore del lavoro femminile e per promuovere la conciliazione fra lavoro e famiglia e infine la previsione di una valutazione di impatto sull’infanzia di ogni nuovo provvedimento legislativo.
71 Commenti su POST 18 MAGGIO 2012
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la lettura di questo giornale mi aiuta ad essere meno arido. grazie
Vi ringrazio del vostro Bollettino
TROVO SEMPRE MOLTO INTERESSANTE IL COMMENTO AL VANGELO E UTILE L’APPROFONDIMENTO PER SCOPRIRE LA COLLOCAZIONE TEMPORALE ED IL SENSO DELLE PAROLE DEL MAESTRO. GRAZIE DI CUORE, TERESA ANGELA
I commenti al Vangelo del giorno, sono per me un appuntamento di riflessione sulla parola di Dio all’inizio della giornata. Grazie dell’oppurtunità che ci regalate. Buon Lavoro.
Ogni volta che apro la mia posta dò un’occhita al giornale per sentirmi rincuorata.
i
Il Signore vi benedica.
Gazio mille del vostro aiuto con le letture
Grazie del Vostro Giornalino. Oggi è fondamentale che la Parola di Dio entri in tutte le case, grazie anche della trasmissione e grazie a Padre Ermes.
sono d’accordo che la famiglia e il pilastro della società,il luogo dove vengono educati i figli ,rispettando le regole educative .Più famiglie costituite da padre e madre, meno divorzi e famiglie allargati.La mia famiglia è formata da padre ,madre e i miei tre figli,sono felice e ritornerei ha fare tutto quello che fino a ore ho fatto per tenere la mia famiglia unita.
Un grazie al SANTO PADRE per tutto quello che sta facendo sulla famiglia.
Grazie ai Vs. commenti, ora riesco a comprendere meglio il significato profondo delle parole del Vangelo.
pace e bene a tutti voi fratelli miei.
Le tematiche che sviluppate intorno alla vita e spirituale insieme a incontri e celebrazioni di eventi veramente interessanti
non possono che essere molto apprezzate da tutti noi. grazie!
GRAZIE,SEMPRE CON PIACERE LEGGIAMO SIA I TESTI CHE LE NOTIZIE.
IL VOSTRO GIORNALE E’ IL FARO CHE C’ILLUMINA LA VIA CHE
PORTA A DIO.GRAZIE PER IL LAVORO CHE FATE!
ho 83 anni e otto nipoti il buon Dio mi ha sempre aiutato grazie per le vostre parole
Questo Bollettino settimanale mi dà pace e serenità,ne ho bisogno.
Lidia Maggiolo
Quando ricevo il giornale, prima di leggerlo,
ripenso alle parole del titolo:”A SUA IMMAGINE”
Chissà se ci basterà la vita per diventare
quel che Dio avrebbe voluto che fossimo! Luisa.
Anche oggi il commento al vangelo, mi porta a riflettere su come la mia vita sia spesso superficiale e legata a tante cose forse inutili!
Grazie per la vostra presenza costante e discreta nella nostra vita.
sono pagine che mi aiutano nella meditazione quotidiana. grazie
Grazie!! I commenti al Vangelo mi fanno comprendere e mi aprono il cuore alla parola del Signore
Lo Spirito Santo, che abbiamo Festeggiato domenica scorsa, continui
a proteggervi e ad infondervi tanta forza in questa Vostra missione così preziosa!
Anche oggi le persone hanno tanta… tanta… sete…
Grazie per quest`acqua!
Ivano
Sono tanto contenta del bene che fate per noi tutti con il vostro giornale prezioso per il nostro mondo che ha bisogno di Dio grazie
che questo giornale illumini i cristiani
Nella mia vita di fatiche e sofferenze siete un momento di raccoglimento importante e prezioso
Oggi inizio la giornata in maniera più serena e ogni volta che leggo il vostro messaggio affronto la quotidianità con più consapevolezza e con animo più leggero.
Grazie di cuore oggi più che mai la lettura del Vangelo ci aiuta afffrontare le difficoltà della quotidianità
grazie grazie grazie………in un momento difficile anzi molto doloroso, queste pagine mi danno speranza,forza per continuare a donare amore senza disperare….
IL SIGNORE NEL VANGELO CI HA INSEGNATO TUTTO,TOCCA A NOI CREDERE,TOCCA A NOI METTERE IN PRATICA LE SUE PAROLE, QUESTO E’ DIFFICILE, SIAMO PECCATORI,SAPPIAMO CHE E’ VENUTO PER NOI,MA SPESSO NON ABBIAMO FIDUCIA IN LUI VERAMENTE
grazie a voi, le letture fanno bene a l’anima quando si va una bella lettura. Dio vi benedica
oggi il mio cuore e’ in pena, vi chiedo una preghiera particolare perche’ sono molto triste, l’11 giugno festeggerò il mio 46° anniversario di matrimonio; dovrei sorridere alla vita per la mia famiglia composta da mio marito e da 4 bellissimi figli di cui 3 sposati e il più giovane si sposerà a settembre, ho anche due bei nipotini, e allora dove sta il problema? Oggi neppure la preghiera mi conforta, pregate per me, grazie per l’aiuto che date con le letture, è un aiuto prezioso che non dovrebbe mai mancare nelle famiglie
Dio è uno-trino: Omniscenza e onnipotenza!!!Voi col Vangelo quotidiano e con la spiegazione di Mons. Paglia ci portate alla fede e perfezione.Grazie. Ferruccio.
Il tuo conmmento è in attesa di moderazione: cosa significa?Ho sbagliato il cocetto
————————
Caro Ferruccio
i commenti che tutti i lettori lasciano sul blog vengono letti da una persona che si occupa del sito e poi pubblicati. “In attesa di moderazione” significa questo, ciò che hai scritto non apparirà subito ma soltanto dopo che l’amministratore del sito deciderà di pubblicarlo. Il sistema del nostro sito – come la maggior parte dei blog e siti web – lascia i commenti in attesa di moderazione per evitare che vengano pubblicate parole oscene o pensieri che possano offendere.
Per il resto anche posizioni critiche, purché espresse con educazione e civilità, vengono pubblicate.
Un saluto
Ho nel cuore una grande pena ma il nostro giornale mi aiuta ad aver fiducia e m’insegna a pregare. Che lo Spirito Santo illumini la mia mente e la mia parola quando dovrò parlare.
ogni sabato vedo con vivo desiderio il programma a Sua Immagine
perche’ mi avvicina a Dio. Grazie
Francesca
Torino
Il giornale è un viatico per la mia vita.
Mi aiuta a comprendere meglio la mia storia quotidiana e modera la rabbia che ho per le iniquità e le ingiustzie del mondo.
Grazie a tutta la redazione e a quanti scrivono nel giornale.
Affettuosi saluti
Di vi benedica per tutto il vostro operato.
mi piacerebbe ricevere il commento al vangelo staccato dal giornalino
per poterlo stampare a parte
grazie
grazie infinite. Il giornale mi è di aiuto e di meditazione.
Il Signore doni alle menti e al cuore, capacità di ascolto, apertura e coraggio.
Il vostro giornale mi e di grande aiuto lo leggo volentieri mi arriva online sono contentissimo di riceverlo quando sono a casa vi guardo sabato e domenica in tv, una domanda durante il mese di Luglio-Agosto-settembre siete sempre in onda.
Complimenti per il programma.Il Signore benedica voi e tutti quelli che fanno sentire viva la presenza di Dio in un momento come questo.
ringrazio cortesemente per il costante invio del bollettino è molto utile e vi ringrazio di cuore
sempre grazie delle letture che ogni giorno ci trasmettete e dell’impegno ,Dio vi benedica
Voglio esprimervi la mia gratitudine e ammirazione per quello che fate, ma non basta! Dobbiamo inventarci qualcosa: un recente sondaggio ha rivelato che la religione cattolica non interessa il 70 ./. degli italiani e che 3 milioni di italiani sono atei. Dobbiamo tenere presente questa realtà e decidere – ognuno dei credenti – di “convertirsi” per poter convertire. Io suggerisco a me stessa prima e poi a tutti gli altri di …pregare … e attuare la carità, cioè l’amore che Gesù ci ha comandato. “Amatevi!” anche se è difficilissimo amare se stessi e gli altri! Però possiamo almeno provarci!Buon lavoro e buone vacanze e …inventatevi qualcosa per aumentare l’ascolto! Anna
In un momento cosi grigio e triste per il nostro mondo.. per come stanno andando le cose,dico grazie di poter leggere e sentire queste letture che il Signore ci ha insegnato,certo in pratica e dura xche la gente è presa dalle cose materiali più che spirituali,ma noi abbiamo il dovere con il corpo e lo spirito di credere nel Signore e far capire alla gente quanto e bella la vita, quando si ha la fede .Ti da un’energia particolare e il cuore lo senti battere con gioia.Dai anche solo un sorriso agli altri e vedrai come ti sentirai meglio.!! Grazie x avermi dato l’occasione di poter leggere queste sante parole,che questo giornale ci ricordi ancora quale sia il significato della vita terrena, che il Signore vi accompagni nel vostro cammino di vita,e amate il Signore e la sua grande Madre Maria ,la nostra madre del cielo che ci segue e ci ama sempre,un saluto a tutti e alla mia cara amica Daniela che mi invia questo giornale che io leggo e giro ad altri.diffondiamo.. .Grazie ancora Rino ..Torino
E’ bello aprire il compiuter e trovare il nostro giornale tra mille comunicazioni che portano ansia:è un respiro per l’anima!
Ciao, seguo la vostra rubrica televisiva sia al sabato che la domenica ma il ricevere il giornale rende la lettura del vangelo più intima, quanti “più”protrei scrivere ma non saprebbero quantificare e esprimere il calore che riceve la mia anima. Concetta
Grazie sempre, perché ci date ossigeno per occhi e cuore almeno una volta la settimana. Certo, c’è sete di parole vere, di approfondimento del Vangelo e di aggancio con la vita concreta, cioè di attualizzazione della Parola. Grazie per il vostro impegno , buon lavoro che apprezziamo e auguri di bene.
Grazie,trovo interessante il Vs. giornale.
Vi ringrazio tanto tanto,perchè siete l’ossigeno delle nostre anime che sempre ci aiuta a dare ad ogni avvenimento che accade nel mondo e nelle nostre vite, anche se triste, la giusta interpetrazione alla luce della Parola ( Cristo Gesù nostro Signore e figlio di Dio).
grazie per quello che fate e per l’aiuto spirituale che date
Sono un’attenta lettrice del vostro giornale, oltre che della trasmissione televisiva dallo stesso nome. Complimenti e grazie per come trattate i vari argomenti.
Vi ringrazio di cuore per i vostri aggiornamento e approfondimenti.
grazie per la cortese attensione che il SIGNORE ve ne renda merito
penso che in un momento in cui l’uomo vaga nella ricerca disperata di verità terrene e spirituali, un programma come il vostro può lenire il dolore che questa inquietudine inevitabilmente provoca………grazie!
Ho bisogno di una vs. preghiera per una grazia che vorrei ricevere oggi e a Ottobre p.v. Che il Signore Ve Lo renda decuplicato
Constato ogni giorno col mio lavoro di maestra che in Italia la povertà colpisce i bambini, privandoli di mezzi, di opportunità e di serenità. Il Signore ci aiuti a non essere indifferenti e ad impegnarci a proteggere i più deboli contro le difficoltà socioeconomiche che attraversiamo.
Credo sarebbe necessario approfondire di piu l’aspetto di un’educazione al reciproco rispetto specie con le altre religioni.
Non posso credere che esistano religioni che istighino i propri
fedeli all’odio.-
Grazie per tutto quello che fate per diffondere la Parola di Dio.
la Parola parla da sola stà a noi viverla come ci dice il Vangelo è questione di fede e con il giornale veniamo aiutati molto , per questo vi ringrazio . un saluto di pace.
Riposizionando vocali e consonanti di ‘A sua immagine’ si ottiene la frase ‘Gesù, anima mia!’. Davvero curioso l’anagramma, a quanto pare.
Leone Pantaleoni
Pesaro
aspetto con ansia l”uscita del giornale della settimana per poter leggere i commenti del vangelo. grazie per tutto quello che fate.Siete fantastici. Graziella
il Vangelo di oggi è la reealtà ke stiamo vivendo ,sarei gioiosa se tutti noi (marito e moglie)ci riflettessimo con serenità.grazie per quello che ci trasmettete.
Grazie!!! Vorrei trovare nella vostra meravigliosa rivista qualche suggerimento per rendere accattivante la Parola del Signore ai ragazzi della Cresima che preparo (o meglio, cerco di preparare,) ogni anno. E’ così difficile coinvolgerli!!!!!!!!!!!
il commento al Vangelo e la vs trasmissione del sabato pomeriggio mi invogliano a pregare di più con le lodi del mattino e la recita del s.rosario nel pomeriggio.grazie!
Cerco sempre di seguire Rosario il sabato e la domenica come pure di leggere l’Immagine,se non riesco alle volte recupero quando ho più disponibilità.E’ovvio che sono ingordo di “PAROLA”Grazie sempre.
Bravo e simpatico Rosario, a riconferma del rigore dei tempi televisivi che a volte stringono al collo più del nodo della cravatta, t’informo che, non a caso, il tuo anagramma onomastico* è ‘Resa coll’orario’.
Leone Pantaleoni
*Anagramma onomastico significa riposizionamento di vocali e consonanti del nome e cognome.
RISPONDE ROSARIO CARELLO:
Non ci avevo mai pensato! Grazie, Leone. Ciao.
Rosario Carello
E’ la prima mail che ricevo e sono felice di aver fatto questa richiesta perchè la Parola mi edifica e mi consola l’anima. Andrò a dormire con un altro spirito. Grazie del vostro impegno.
interessante.bravi continuate cosi
IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO STORICO COSI’ DIFFICILE,
SIETE UN FARO NELLA NOTTE BUIA.
QUANDO VI LEGGO SONO PIU’ SERENA E PIU’ DISPONIBILE
NEI RAPPORTI INTERPERSONALI. CHE DIO VI BENEDICA!MARISA
Rosario, il Signore, ti ha fatto il dono di una simpatia davvero unica. Che non cade mai nel buffonesco e men che meno nel ridicolo. Un dono bellissimo e, naturalmente, non l’unico. Un dono che tu metti meritevolmente al Suo servizio. E dunque al servizio dei fratelli.
Leone Pantaleoni
continuiamo cosi nella fede buon natale a tutti