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MINORI SEMPRE PIÙ POVERI, ASSENZA DI POLITICHE ADEGUATE
MINORI SEMPRE PIÙ POVERI, ASSENZA DI POLITICHE ADEGUATE
Minori italiani sempre più poveri, afflitti da esclusione sociale, dispersione scolastica, lavoro minorile. La denuncia arriva dal V Rapporto di aggiornamento sulla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ogni anno fotografa la condizione dei minori in ogni ambito della loro vita. Il Rapporto è curato dal Gruppo CRC, costituito da 85 associazioni e organizzazioni del terzo settore.
In Italia i minori in condizioni di povertà relativa sono 1.876.000, di cui 1.227.000 al Sud. Nel Mezzogiorno i minori in condizioni di povertà assoluta sono 339 mila. I più esposti al fenomeno sono i minori maschi, fra gli 11 e i 14 anni, di solito stranieri che vivono in una famiglia con un solo genitore, in un territorio con alti tassi di disoccupazione.
Il Rapporto, inoltre, sottolinea la gravità e l’estensione del fenomeno dell’abuso dei minori on line e le carenze nell’assistenza dei minori stranieri non accompagnati.
Il nostro Paese soffre la carenza di politiche per l’infanzia. A fronte di un aumento delle famiglie povere, diminuiscono i fondi per l’inclusione sociale e l’assistenza alle famiglie. I nuclei famigliari in condizioni di povertà relativa nel nostro Paese sono oltre 2,5 milioni. Oltre 3 milioni invece gli individui in condizioni di povertà assoluta. Entrambi gli indicatori risultano più elevati nel Mezzogiorno. Ed il disagio è ancora più evidente nelle famiglie numerose.
IN DIRETTA DA MILANO: LE FAMIGLIE E IL PAPA
In diretta da Milano per rivivere i momenti più belli dell’ VII Incontro Mondiale delle Famiglie, la Fiera delle Famiglie, la Festa, il Congresso teologico pastorale e ancora la gioia, le testimonianze, le storie di vita, l’esperienza e le impressioni sul Family 2012 di tante famiglie del mondo.
Con Rosario Carello, seguiremo in diretta l’arrivo di Benedetto XVI all’aeroporto di Bresso per la celebrazione della Santa Messa. Avremo modo di vedere l’abbraccio del Papa con le famiglie, l’entusiasmo e la devozione dei fedeli. Ascolteremo le parole del Santo Padre.
DINO E LA CUCINA PER STRADA
Nella puntata di questo sabato Rosario Carello incontra lo Dino Impagliazzo, lo chef dei senza tetto.
Dino, 82 anni e cuoco in pensione, da oltre sei anni si reca per le strade del IX Municipio della Capitale per distribuire cibo ai più bisognosi.
Tutto è cominciato una domenica mattina, quando un clochard che lo ha visto passare gli ha chiesto dei soldi per la colazione. Qualcosa è cambiato e la domenica successiva Dino è alla stazione Tuscolana a distribuire panini al formaggio e prosciutto. Oggi la sua solidarietà ha contagiato molti, è aiutato da numerosi volontari e cucina anche pasta ed altri piatti. Ogni sabato e domenica sera ha appuntamento alla stazione Tuscolana. Lunedì e martedì alla stazione Ostiense.
Puntata dedicata alla forza della solidarietà.
FAMILY 2012, UN PALCO GRANDE COME UNA CHIESA PER IL PAPA
Accoglienza da record per Benedetto XVI al VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Mentre si fa il conto alla rovescia per il grande evento, che vedrà la partecipazione di oltre un milione di persone, è stata presentata alla stampa l’organizzazione dell’area (oltre 790mila metri quadrati all’interno del Parco Nord di Milano), dove si svolgeranno gli appuntamenti clou della veglia e della messa. Un palco grande come una chiesa, è la struttura che si sta realizzando nell’aeroporto di Bresso per il Pontefice, uno spazio che potrà contenere fino mille persone.
L’area è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, è servita da cinque stazioni della metropolitana, da quattro stazioni ferroviarie, ed è collegata con tutte le linee di trasporto, che saranno potenziate durante le giornate dell’incontro.
«La città sta dimostrando grande e concreta accoglienza» assicura il presidente della Fondazione Milano famiglie, monsignor Erminio De Scalzi.
I numeri lo dimostrano: oltre 14mila euro raccolti per i progetti di solidarietà internazionale, 33 mila posti letto messi a disposizione, 50 mila alloggi leggeri, oltre 11 mila famiglie coinvolte e più di 5 mila volontari.
IL PROFUMO DELLE NUOVE FAMIGLIE
A meno di un mese dal VII Incontro Mondiale per le Famiglie (Milano, 30 maggio-3 giugno), A sua Immagine dedica una serie di puntate speciali al nucleo familiare.
Quali compiti è chiamata a svolgere la famiglia contemporanea nella società odierna, sempre più complessa e segnata dalla crisi?Possono le famiglie con il loro stile di vita e i loro valori aprire ad un futuro migliore e favorire lo sviluppo sociale? In che modo?
Rosario Carello con gli ospiti in studio ci racconterà storie e testimonianze di nuovi modi di essere famiglia. Si parlerà, inoltre, dell’importanza della famiglia nell’educazione umana e cristiana.
LAMEZIA TERME. NUOVI ATTACCHI MAFIOSI A DON PANIZZA
LAMEZIA TERME. NUOVI ATTACCHI MAFIOSI A DON PANIZZA
Nuovo attacco mafioso alla comunità di Don Giacomo Panizza, Progetto Sud, che coordina centri di assistenza e accoglienza per immigrati e persone disabili a Lamezia Terme.
Durante il ponte pasquale ignoti hanno esploso due colpi di pistola contro la saracinesca della comunità, che ha sede in un edificio confiscato ad una famiglia della ‘ndrangheta: i Torcasio.
È la terza aggressione intimidatoria ai danni del sacerdote, sottoposto da tempo ad un programma di protezione. Nel febbraio scorso un colpo di pistola fu sparato contro una finestra della comunità, mentre la notte di Natale dello scorso anno un ordigno fu fatto esplodere davanti all’ingresso del centro per minori creato dallo stesso sacerdote.
«Ci sfianchiamo, ci indeboliamo e, al tempo stesso, sappiamo che è il momento di resistere – ha commentato don Panizza a Radio Vaticana – perché vogliono sostanzialmente chiedere che una casa confiscata vada in abbandono, piuttosto che messa in attività». «Sappiamo – ha aggiunto il sacerdote – che la giustizia, la libertà, l’amore e le cose grandi, hanno bisogno di percorsi lunghi: non è che con un telecomando si passa dall’omertà alla parola chiara. La fede comporta tanta pazienza, la speranza comporta tanta pazienza». «Non è più come ai vecchi tempi, quando la ‘ndrangheta era intesa come qualcosa di nascosto. Ormai la gente conosce le brutture della ‘ndrangheta, è più consapevole. Il problema è che rimangono ancora quelli che, pur sapendo, stanno zitti. Per il resto è cambiato tanto: la partecipazione, la consapevolezza, l’essere presenti».
BAGNASCO: «LAVORO PRIORITÀ ASSOLUTA», GARANZIE PER I GIOVANI E IL LORO FUTURO
«Creare lavoro è una priorità assoluta», a dirlo è il presidente della Cei Angelo Bagnasco, che durante l’apertura dei lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani, è intervenuto sui temi stringenti dell’attualità: Imu sui beni ecclesiastici, difesa della vita, matrimonio, famiglia, ripresa economica ma soprattutto lavoro e lavoro per i giovani.
Bagnasco riconosce che i provvedimenti adottati dal governo hanno messo al sicuro il Paese ma è arrivato il momento di pensare alla ripresa, «di azionare tutti gli strumenti e investire tutte le risorse per dare agli italiani la possibilità di lavorare». Sono chiamati ad unire le proprie forze stato, imprenditoria, banche, perché «il lavoro è diventato la priorità e la persona che lavora, è un bene sommo».
La strada indicata dai vescovi non è semplice, per percorrerla occorre avere il coraggio di essere anticonformisti, si vuole evitare che le rendite di posizione stritolino i giovani e il loro futuro.
Per rimettere in moto il Paese bisogna anche saper «modificare il modo di pensare» e mettere in piedi un sistema di «welfare condiviso», una rete di «conseguenze vincolanti, sul fronte del fisco, di un reddito minimo, di un credito agibile», che dia garanzie. Soprattutto ai giovani. Perché un Paese che non pensa a loro «non si ama a sufficienza». Invece «dal mondo degli adulti e dalle loro organizzazioni, stenta a emergere una disponibilità al riequilibrio delle risorse in campo». Anzi, «i padri hanno ottenuto, lottando, garanzie che oggi appaiono sproporzionate rispetto alle disponibilità riconosciute ai loro figli». Figli che «nonostante la precarietà che sta segnando la loro giovinezza, non possono rinunciare a costruirsi come persone stabili, interiormente solide, capaci di idealità e dunque resistenti alle sfide».
Il Presidente della Cei lancia un appello anche al mondo della politica, perché giunga un periodo di rinnovamento per i partiti, « non hanno alternativa se vogliono tornare ad essere via ordinaria della politica ed essere pronti a riassumere direttamente nelle loro mani la guida del Paese».
UNA PIANTA DI ULIVO PER SOSTENERE L’UNITALSI
UNA PIANTA DI ULIVO PER SOSTENERE L’UNITALSI
Sabato 17 e Domenica 18 marzo, lʼUnitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporti Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) celebra lʼundicesima edizione della sua Giornata Nazionale. In oltre 3000 piazze italiane sarà possibile acquistare, una piantina dʼulivo, scelta perché simbolo di pace e fratellanza. Il ricavato delle offerte sarà utilizzato per sostenere i numerosi progetti in cui lʼUnitalsi è impegnata: assistenza domiciliare agli anziani, case famiglia per le persone disabili, case accoglienza per i genitori dei bambini ricoverati nei grandi centri ospedalieri, pellegrinaggi tematici ecc.
«La Giornata Nazionale – ha dichiarato Salvatore Pagliuca, Presidente Nazionale Unitalsi – ci offre la opportunità di avvicinare il nostro messaggio di impegno responsabile anche a quanti non conoscono la nostra realtà, che è aperta alla collaborazione di quanti desiderano condividere questa esperienza di impegno volontario e gratuito, grazie alla quale è stato possibile realizzare, con la fantasia della carità, progetti straordinari a vantaggio di chi vive la malattia, la disabilità, la solitudine. Perché la disabilità non è un mondo a parte, ma è una parte del mondo».
Lʼundicesima Giornata Nazionale Unitalsi è patrocinata dal Segretariato Sociale Rai e dalla RAI – Radiotelevisione Italiana. Per conoscere le piazze italiane dove trovare le piantine dʼulivo dellʼUnitalsi è possibile consultare il sito www.unitalsi.it oppure contattare il numero verde 800.062.026.
FEDE E FAMIGLIA AL PRIMO POSTO PER GLI ITALIANI MA NON MANCANO CONTRADDIZIONI
La fede e la famiglia sono ancora valori fondamentali per gli italiani. A rilevarlo è l’indagine Censis I valori degli italiani. Dall’individualismo alla riscoperta delle relazioni, realizzata per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Dalla ricerca apprendiamo che l’82% degli italiani pensa che esista una sfera trascendente o spirituale che va oltre la realtà materiale. Di questi, il 66% si dichiara credente, mentre il 16% lo pensa anche se non si dichiara osservante.
Se negli ultimi anni nel nostro Paese si è assistito ad una maggiore attenzione nei confronti della fede, soprattutto verso forme di credenza istituzionalizzate, a discapito di atteggiamenti autonomi, non mancano contraddizioni e rischi. Infatti, i due terzi degli italiani di fatto non entrano mai nei luoghi di culto e solo un terzo vi si reca una o più volte alla settimana per partecipare alle funzioni religiose.
Sempre nell’ambito della sfera religiosa e spirituale, tra i valori che accomunano gli italiani la tradizione religiosa rappresenta il 21,5%, al terzo posto dopo il senso della famiglia che domina incontrastato con il 65,4% delle scelte.
Perno della comunità nazionale resta la famiglia, dunque, ma non intesa in senso tradizionale. Il Censis fa riferimento, infatti, a «diversi format familiari», ad indicare i cambiamenti che hanno investito questa istituzione. Nel periodo 2000-2010 sono diminuite le coppie coniugate con figli (-739.000), mentre sono aumentate le coppie non sposate con figli (+274.000) e le famiglie con un solo genitore (+345.000). Nel periodo 1998-2009 sono aumentate le unioni libere (+541.000, arrivando in totale a 881.000) che, inclusi i figli, coinvolgono oltre 2,5 milioni di persone. Complessivamente, sono 5,9 milioni gli italiani che hanno «sperimentato nella loro vita una forma di convivenza libera». «Le diverse modalità concrete di essere famiglia – commentano al Censis – rispondono al bisogno crescente di avere una relazionalità significativa».
LA QUARESIMA SU TWITTER CON I MESSAGGI DEL PAPA AI GIOVANI
Quaresima da vivere su Twitter con i messaggi di Benedetto XVI. Il Pontefice entra nel celebre social network per incontrare i giovani nel loro ambiente comunicativo. Tramite l’account @pope2YouVatican il Papa, ogni giorno dall’inizio della Quaresima, condivide con il mondo degli abitanti digitali una personale riflessione condensata nei 140 caratteri richiesti da Twitter. Brevi meditazioni pubblicate in inglese, spagnolo, italiano, francese, tedesco e portoghese, 40 messaggi in 40 giorni per accompagnare il cammino verso la Pasqua. «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb10,24)» è stato il tweet di esordio di Benedetto XVI. Nei giorni successivi il Santo Padre ha scritto: «Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità» e ancora «Quaresima è un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale».
L’obiettivo è quello di dialogare con i più giovani, credenti e lontani dalla fede, usando i loro codici e linguaggi.
Il Papa non agisce direttamente sul social network, ma il suo messaggio è portato tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum. Per il futuro la prospettiva è quella di un dialogo diretto tra Benedetto XVI e i ragazzi mediante tweet più personali con un account dedicato. Il progetto conferma l’impegno della Chiesa nella comprensione delle nuove tecnologie, strumento fondamentale nella missione di evangelizzazione. La comunicazione diretta e immediata delle nuove applicazioni permette di veicolare il cuore del Vangelo ad un numero infinito di persone, perché al di là del mezzo il messaggio resta lo stesso. L’Arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Consiglio Pontificio per le Comunicazioni Sociali, ha affermato: «è interessante come un Papa che a prima vista non sembra mediatico come era il suo predecessore, il beato Giovanni Paolo II, ha capito subito che nei nostri giorni la comunicazione attraverso le nuove tecnologie può avere grande risonanza».
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