Solidarietà
MONS.NOSIGLIA: I ROM NON SONO STRANIERI MA CONCITTADINI
MONS.NOSIGLIA: I ROM NON SONO STRANIERI MA CONCITTADINI
«Non stranieri ma concittadini e familiari di Dio», è la coraggiosa Lettera pastorale che l’Arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia ha dedicato ai popoli nomadi (rom e sinti). Arriva dopo due anni di impegno da parte dell’arcivescovo con visite nei campi, incontri con operatori e l’avvio in Diocesi di un gruppo di lavoro.
«Conosco tanti di voi. Ho nel cuore – scrive Nosiglia – gli occhi di tanti uomini, donne, bambini, ragazzi e nella mia preghiera trovate tutti posto. Conosco le vostre sofferenze, le umiliazioni, le difficoltà, ma anche i vostri sogni, le speranze, la fatica di raggiungere una vita migliore. So che sperate un futuro più bello per i vostri figli. Vorrei dirvi: abbiate fiducia! Abbiate fiducia nella possibilità di dare un’istruzione, una casa, un lavoro ai vostri figli! Abbiate fiducia di poter essere amici di noi non rom e non sinti, ma tutti figli dello stesso Dio».
«Avere fiducia significa – prosegue l’Arcivescovo – non credere di risolvere i problemi della vita con la violenza o con la delinquenza e l’illegalità», ma piuttosto affermare «la dignità dei vostri popoli con l’onore di una vita buona, rispettosa di voi stessi e degli altri».
Nosiglia, rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, esorta ad: «offrire parità di diritti. Sento la vergogna di campi più o meno autorizzati che sono al di sotto della soglia di vivibilità, in cui cresce la violenza e la delinquenza». Ancora: «È doveroso assicurare alla giustizia coloro che delinquono, ma non possiamo accettare la generalizzazione che si compie ai danni di tutto un popolo, costituito prevalentemente da minori».
TERREMOTO, 10 GIUGNO COLLETTA NAZIONALE NELLE CHIESE
TERREMOTO, 10 GIUGNO COLLETTA NAZIONALE NELLE CHIESE
In Emilia Romagna la terra continua a tremare. I bisogni della popolazione si fanno sempre più stringenti, soprattutto dove il sisma ha colpito più duramente. Benedetto XVI ha invitato alla preghiera e alla solidarietà e la Conferenza Episcopale Italiana ha indetto per domenica 10 Giugno una Colletta nazionale che si terrà in tutte le Chiese.
Il ricavato verrà consegnato alle Caritas diocesane che provvederanno ad inoltrarlo a Caritas Italiana, operativa nelle zone segnate dal terremoto con un proprio Centro di coordinamento. Lo hanno stabilito i vescovi italiani per «facilitare la corretta distribuzione delle risorse riguardo ai bisogni rilevati, evitando iniziative improvvisate».
La Caritas invita a sostenere gli interventi in Emilia Romagna tramite la causale: Terremoto Nord Italia 2012, nei canali ufficiali che sono stati preposti. Si moltiplicano, intanto, le iniziative di solidarietà, grande l’impegno dei volontari e importante la presenza di movimenti cattolici. Fra tutte segnaliamo la straordinaria iniziativa della struttura della Città dei ragazzi che sorge ai piedi del Santuario della Beata Vergine del Castello di Fiorano Modenese. La casa di preghiera, che solitamente ospita esercizi spirituali, ha aperto le porte ad anziani e disabili rimasti senza casa.
LA CHIESA TRA I TERREMOTATI
Mentre l’Emilia continua a tremare si contano i danni provocati dal terremoto. Decine di morti, numerosi feriti. Case, industrie e chiese crollate. Si moltiplicano le iniziative di solidarietà verso la popolazione colpita dal sisma e la Chiesa è in prima linea.
A Sua Immagine, dedica una puntata alla presenza della Chiesa nelle terre e tra le popolazioni terremotate. Racconteremo l’esperienza e la vita di persone di grande fede, che pur profondamente segnate, hanno deciso di andare avanti. Osservermo l’attività di numerosi movimenti cattolici, il lavoro e gli interventi portati avanti da Caritas Italiana.
UN PRESIDE PER AMICO
Nella puntata di questo sabato Rosario Carello incontra il professor Anselmo Grotti, preside del Liceo scientifico Francesco Redi di Arezzo, che ci racconterà di uno straordinario progetto di teledidattica, in cui le nuove tecnologie e l’ostinata amicizia e partecipazione di molti creano una rete che permette di far incontrare il diritto allo studio con il diritto alla salute.
Conosceremo la storia di Paolo, uno studente che dopo essersi ammalato di leucemia è costretto a stare lontano dalla vita di classe. Ma solo per poco, perché grazie all’aiuto della famiglia, degli amici, dei docenti e con l’appoggio incondizionato del preside, Paolo potrà partecipare alle lezioni e stare con i suoi compagni… da casa.
Puntata dedicata all’amicizia e alla solidarietà.
TERREMOTO, CHIESA E CARITAS IN PRIMA FILA PER FAR FRONTE ALL’EMERGENZA
Un milione di euro per far fronte alle prime emergenze create dal terremoto in Emilia. È il contributo stanziato dalla Conferenza episcopale italiana. «Mentre la terra continua a tremare in Emilia, con nuove vittime, migliaia di sfollati e danni ingenti a case, palazzi e chiese, la presidenza della Conferenza episcopale, con il consenso dell’Assemblea generale ha stanziato un milione di euro come primo contributo per fronteggiare la prima emergenza». La Cei ha indetto anche una colletta in tutte le chiese per domenica 10 giugno. Il ricavato perverrà a Caritas Italiana.
Da tutta Italia le Caritas hanno già fatto manifestato grande impegno e disponibilità ad aiutare: è stato aperto un centro di coordinamento Caritas a Finale Emilia e ci si impegna a un affiancamento duraturo, nella fase più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale.
Un contributo straordinario di centomila euro è stato donato da Benedetto XVI tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime.
Il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina ha sollecitato la ricostruzione e, riguardo l’incontro con Benedetto XVI, ha affermato: «È stato di una delicatezza e di un’attenzione straordinarie. Mi ha fatto cogliere davvero la sollecitudine di un padre, e gliene sono enormemente grato. Sappiamo con certezza che il Papa non ci ha dimenticato».
DINO E LA CUCINA PER STRADA
Nella puntata di questo sabato Rosario Carello incontra lo Dino Impagliazzo, lo chef dei senza tetto.
Dino, 82 anni e cuoco in pensione, da oltre sei anni si reca per le strade del IX Municipio della Capitale per distribuire cibo ai più bisognosi.
Tutto è cominciato una domenica mattina, quando un clochard che lo ha visto passare gli ha chiesto dei soldi per la colazione. Qualcosa è cambiato e la domenica successiva Dino è alla stazione Tuscolana a distribuire panini al formaggio e prosciutto. Oggi la sua solidarietà ha contagiato molti, è aiutato da numerosi volontari e cucina anche pasta ed altri piatti. Ogni sabato e domenica sera ha appuntamento alla stazione Tuscolana. Lunedì e martedì alla stazione Ostiense.
Puntata dedicata alla forza della solidarietà.
RADUNO DEI GIOVANI FOCOLARI PER UNA RETE DI FRATERNITA’
Successo per la manifestazione dei giovani focolari a Loppiano. Oltre 2000 ragazzi sono arrivati da tutte le regioni italiane per partecipare al Meeting che apre ufficialmente il cammino verso il Genfest, l’evento mondiale dei Focolari che si terrà dal 31 agosto al 2 settembre e che ha come titolo Let’s Bridge (costruiamo ponti). «Vogliamo tessere una grande rete transnazionale di pace, accoglienza, onestà perdono rispetto, condivisione, – spiegano gli organizzatori – coinvolgendo persone in tutto il mondo, cristiani e di altre fedi, di altre convinzioni, di tutte le lingue e le culture».
In un tempo attraversato da crisi, i Giovani per un mondo unito del Movimento dei Focolari testimoniano che uno stile di vita orientato alla pace e al bene comune è possibile e chiamano a raccolta tutti coloro che vogliono operare concretamente per un cambiamento nel nome della fraternità. A questo scopo è stato lanciato United World Project, una rete plenaria di giovani per dar vita un Osservatorio permanente, che misuri lo sviluppo delle pratiche di fraternità attuate da parte di singoli cittadini o di interi governi, messe in atto a vari livelli.
IL PAPÀ CHE IMPARA DALLA FIGLIA
Alessia, giovanissima, ha vissuto gli ultimi 10 mesi della sua vita in Ecuador, portando avanti progetti di cura e assistenza per bambini poveri, maturando così una grande vocazione verso le persone più bisognose e la volontà di perseguire la strada della solidarietà. Nel 2004 insieme a sua madre ha perso la vita in un incidente aereo.
Dopo la sua tragica morte, il papà ha deciso di realizzare il suo desiderio.
Nella puntata di questo sabato Rosario Carello incontrerà Giovanni Mairati, il fondatore dell’Associazione Casa Alessia.
Conosceremo più da vicino questa associazione, le persone che la animano e le attività portate avanti.
LAMEZIA TERME. NUOVI ATTACCHI MAFIOSI A DON PANIZZA
LAMEZIA TERME. NUOVI ATTACCHI MAFIOSI A DON PANIZZA
Nuovo attacco mafioso alla comunità di Don Giacomo Panizza, Progetto Sud, che coordina centri di assistenza e accoglienza per immigrati e persone disabili a Lamezia Terme.
Durante il ponte pasquale ignoti hanno esploso due colpi di pistola contro la saracinesca della comunità, che ha sede in un edificio confiscato ad una famiglia della ‘ndrangheta: i Torcasio.
È la terza aggressione intimidatoria ai danni del sacerdote, sottoposto da tempo ad un programma di protezione. Nel febbraio scorso un colpo di pistola fu sparato contro una finestra della comunità, mentre la notte di Natale dello scorso anno un ordigno fu fatto esplodere davanti all’ingresso del centro per minori creato dallo stesso sacerdote.
«Ci sfianchiamo, ci indeboliamo e, al tempo stesso, sappiamo che è il momento di resistere – ha commentato don Panizza a Radio Vaticana – perché vogliono sostanzialmente chiedere che una casa confiscata vada in abbandono, piuttosto che messa in attività». «Sappiamo – ha aggiunto il sacerdote – che la giustizia, la libertà, l’amore e le cose grandi, hanno bisogno di percorsi lunghi: non è che con un telecomando si passa dall’omertà alla parola chiara. La fede comporta tanta pazienza, la speranza comporta tanta pazienza». «Non è più come ai vecchi tempi, quando la ‘ndrangheta era intesa come qualcosa di nascosto. Ormai la gente conosce le brutture della ‘ndrangheta, è più consapevole. Il problema è che rimangono ancora quelli che, pur sapendo, stanno zitti. Per il resto è cambiato tanto: la partecipazione, la consapevolezza, l’essere presenti».
PAPA, COLLETTA DELLA MESSA DEL GIOVEDÌ SANTO PER PROFUGHI SIRIA
Le offerte, raccolte durante la Messa vespertina del Giovedì santo celebrata in San Giovanni dal Papa, saranno impiegate per l’assistenza umanitaria ai profughi siriani.
Mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco ha dichiarato all’Agenzia Fides: «è un gesto molto generoso da parte del Santo Padre nei confronti della immane sofferenza del nostro popolo, che vive anche le conseguenze dell’embargo». «É un gesto di vicinanza e solidarietà che ha un forte significato per noi, in questo tempo quaresimale e di grande sofferenza: ci fa sentire la Chiesa universale vicina ai suoi fedeli in difficoltà» prosegue l’arcivescovo. «Teniamo ben presenti e auspichiamo si realizzino i messaggi inviati da Benedetto XVI per il cessate il fuoco, la pace, il dialogo, la libertà in Siria», conclude. Oltre 20.000 profughi siriani, in fuga dal conflitto, hanno già varcato la frontiera con il Libano, e l’esodo continua.
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