Vita di Gesù
I LUOGHI DI GESU’, LA FUGA IN EGITTO
In vista del Natale, continua il viaggio di A Sua Immagine attraverso i luoghi di Gesù. Seguendo la ricostruzione dell’infanzia di Gesù, operata da Benedetto XVI nel suo ultimo libro, andremo alla scoperta della terra che ha accolto il Salvatore.
Questa domenica seguiremo la fuga in Egitto di Giuseppe e Maria, avvenuta subito dopo la nascita di Gesù, quando Erode il Grande ordina di far uccidere i bambini della zona.
Cercheremo di comprendere quale percorso abbia intrapreso la Santa famiglia: partiremo dalla Grotta del Latte di Betlemme, attraverseremo la via di Maria a Gaza, dove ancora oggi si trovano numerosi reperti archeologici, arriveremo in Egitto.
I LUOGHI DI GESU’
In vista del Natale, continua il viaggio di A Sua Immagine attraverso i luoghi di Gesù. Seguendo la ricostruzione dell’infanzia di Gesù, operata da Benedetto XVI nel suo ultimo libro, andremo alla scoperta della terra che ha accolto il Salvatore.
Questa domenica seguiremo il percorso che Giuseppe e Maria hanno affrontato in seguito al censimento indetto da Cesare Augusto. Partiremo ancora da Nazareth per arrivare a Betlemme. Vedremo il luogo Santo che accoglie una chiesa dedicata a Giuseppe e i resti di quella che fu casa sua. Vi mostreremo le immagini dell’Herodion e di altri luoghi antichi.
I LUOGHI DELL’INFANZIA DI GESÙ
In vista del Natale, A Sua Immagine ci accompagnerà per tutto il periodo di Avvento con una serie di puntate dedicate ai luoghi di Gesù. Seguendo la ricostruzione dell’infanzia di Gesù, operata da Benedetto XVI nel suo ultimo libro, andremo alla scoperta della terra che ha accolto il Salvatore.
Questa domenica saremo a Nazareth, per vedere da vicino la casa dove ha vissuto Maria e la Basilica dell’Annunciazione, che sorge in un luogo in cui secondo la tradizione cristiana, l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria la prossima nascita di Gesù.
IL NUOVO LIBRO DEL PAPA
In occasione della pubblicazione de L’infanzia di Gesù, A Sua Immagine dedica una puntata al nuovo attesissimo libro di Benedetto XVI dedicato alla figura di Cristo.
Attraverso le parole del Papa ricostruiremo una fase della vita di Gesù di cui si sa pochissimo. Da dove viene Gesù? Quali sono gli eventi principali della sua infanzia? È vero quello che è stato scritto di Lui? Riguarda anche noi?In che modo?
Vangelo domenica 26 agosto 2012
Gv 6,60-69
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Vangelo domenica 19 agosto 2012
Gv 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Vangelo domenica 8 luglio 2012
Padre Ermes Ronchi commenta il vangelo della domenica
Mc 6, 1-6
Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?”. Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Vangelo 29 aprile 2012
Appuntamento con Le Ragioni della Speranza e Padre Ermes Ronchi che commenta il Vangelo della domenica.
Gv 10,11-18
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
LA FAMIGLIA AL CENTRO DELLE MEDITAZIONI DELLA VIA CRUCIS
LA FAMIGLIA AL CENTRO DELLE MEDITAZIONI DELLA VIA CRUCIS
Tutte centrate sulla famiglia le meditazioni per la Via Crucis guidata da Benedetto XVI domani nello scenario del Colosseo. Famiglie di oggi tra dolori e speranze. Gli autori delle riflessioni delle 14 Stazioni sono Anna Maria e Danilo Zanzucchi, focolarini sposati da sessant’anni. È la prima coppia a cui il Pontefice ha affidato la stesura per i testi di una celebrazione fondamentale per i fedeli cattolici. Un segno importante, a poche settimane dal VII incontro mondiale delle famiglie, che conferma l’attenzione e il ruolo di questa istituzione all’interno della Chiesa.
«Come ogni cristiano – si legge nel libretto della celebrazioni – anche ogni singola famiglia ha la sua via crucis: malattie, morti, dissesti finanziari, povertà, tradimenti, comportamenti immorali dell’uno o dell’altro, dissensi con i parenti, calamità naturali. Ma ogni cristiano, ogni famiglia, in questa via di dolore, può rivolgere lo sguardo fisso a Gesù, Uomo-Dio».
Hanno dichiarato gli autori dei testi: «Abbiamo appreso la notizia con stupore, emozione e, non lo nascondiamo, con trepidazione e timore. D’altra parte anche con una grandissima gioia: il fatto che il Santo Padre abbia chiamato una famiglia per questo compito ci sembra metta in evidenza che la famiglia, nella Chiesa stessa, non è solo oggetto di evangelizzazione, ma una vera e propria via della Chiesa per vivere e portare il Vangelo».
Vangelo domenica 8 aprile 2012
Padre Ermes Ronchi commenta il Vangelo della domenica di Pasqua.
Gv 20,1-9
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
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